28 febbraio 2016 JohnD

Una storia a lieto fine!

Erano tre mesi circa che io e la troupe non ci vedevamo.

 

Dopo la pubblicazione di SPECCHIO ci siamo presi una sorta di pausa di riflessione spontanea in cui ognuno di noi ha portato avanti le proprie cose.

Non ci sono state delusioni particolari, forse le aspettative troppo alte che abbiamo poco umilmente sempre nutrito in merito al progetto ci hanno condizionato implicitamente, o forse semplicemente dopo aver suonato e ballato nudi ci siamo iniziati ad “odiare” un po’…

Non so cosa sia successo, so solo che ieri, dopo 3 mesi, ho preso chitarra ed effetti e sono andato alla sala prove: poche parole, tante cose da dire, molto da suonare.

Il mi cantino è saltato alla seconda canzone mentre sperimentavo accordature aperte ma credo siano bastati alcuni sguardi iniziali con gli occhi lucidi per farci capire che sarebbe stato da puri ingrati buttare al vento due anni di sacrifici così, senza motivi reali se non per mancanza di voglia.

Erano le 22:30 e naturalmente le cose andavano scemando. Mi sono messo in macchina ed intontito dalle vibrazioni della  VAT stavo per tornare a casa, quando, all’improvviso, lei mi salta davanti come un topo; proprio come un topolino nero: velocissimamente!


Non sono un guidatore virtuoso (in realtà non credo di essere virtuoso in nessuna cosa in particolare) ma la evito con una manovra degna del miglior Colin McRae (amavo quella Subaru Impreza Blu nell’omonimo gioco su playstation1). Scappa via, la seguo, è super impaurita ed affamata. Siamo nella piazzetta di un piccolo paese e si avvicina a due ragazzine con aria speranzosa. La osservo e spero che una delle due mi faccia capire di essere la padrona del topolino, ma niente, la ignorano. Per essere certo di sbagliarmi accosto e chiedo; le ragazzine se la danno praticamente a gambe (e fanno bene, voi vi fidereste di uno non proprio in camicia bianca che sta seguendo un cagnolino disperato?). Resto 30 secondi in meditazione, scendo, la prendo e sono già al telefono con Maila per annunciarle di aver fatto un guaio.

 Il topolino nero cercherà di infilarsi sotto la mia maglia per le successive due ore mentre subisco gli insulti di tutto l’albero genealogico per essermi fatto prendere ancora una volta dal sentimentalismo piuttosto che dalla razionalità, ma io so che sto facendo.

Quello str*** di Django aveva sentito l’ospite già al bivio a 100 metri da casa ed inizia il suo grande dramma di gelosia apprestandosi ad ululare per tutta la notte. Dormiamo, ci svegliamo ed io inizio la mia storia parallela fatta di coccole e carezze mentre la mia ragazza umana si ingelosisce.

 

#puppy #facetoface #black #girl #cucciolo #trovatello #foundling #home #little #small #dog #animal #nature

Un video pubblicato da John D Needle (@johndneedle) in data:

Facebook è uno strumento assurdo ed io mi sono stancato di citare Chaplin per farmelo capire. Lo utilizzo nel verso giusto e dopo 20 ore di empatia ricevo la chiamata! Stavamo andando dal veterinario per un controllo generale e ci troviamo di fronte ad una ragazzina entusiasta che mi strappa letteralmente dalle braccia il topino urlando: << LOLAAAAAAAAA >> ! Resto senza parole, sono commosso, sono felice.

Tutto questo mi ha dato da pensare ed è il motivo per cui ho scritto questo post alle 4 del mattino. Io sono una persona egoista ma la mia teoria del “egoismo estremo=altruismo reale” paga ancora una volta. Ero solo curioso e non volevo assolutamente patire i morsi dell’indifferenza, non potevo immaginare di riuscire a restituire un sorriso ad una bambina stupenda. E’ successo e basta!

Lola è stata dolcissima, ho fatto pace con Django e martedì re-inizieremo a suonare costantemente!

Questa è una storia a lieto fine e ne approfitto per citare Anatole France:

“Fino a quando non hai amato un animale, una parte della tua anima sarà sempre senza luce”

Grazie a tutti per le numerose condivisioni su FB, grazie a voi Lola è tornata a casa!

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