La mia stanza

La mia stanza ha tanti cerchi arancioni, gialli e rossi.
Non c’è il sergente Hartman, nemmeno il grande Lebowski.
La mia stanza è piena d’angoli, sfumature e smancerie
“La mia stanza è dove dormo e dove faccio porcherie”.
C’è John Lennon, una lampada ed una fotografia
Che ritrae il vento dal mare che il tempo ha portato via..
C’è un piccolo appunto scritto con il pennarello Love is you, you and me, love is knowing we can be
Appena entri un pentagramma sulla mia testa dice “qui viene il sole non una gran festa”
Perché mi piace stare solitario a guardare dal mio punto di (s)vista…..
Ma è meglio Mario che certe cose le dimentica E non sa cos’è un P.C. ma balla il twist. Lui balla il twist…
Prima di addormentarmi nella mia stanza Scrivo sulla moleskine e lo faccio con costanza
Mi trovo ad appuntare frasi, titoli ed esperienze Che segnano la giornata troppo spesso inconcludente.
Con un click sul “segna tempo” cambio giorno,mese e stagione
Fino ad arrivare qui senza una valida ragione.
A sprecare il mio tempo volato con il vento e la risposta di Bob Dylan,andata alla deriva.
Tra falsi idoli ed eroi,buoni propositi e pink floyd!
E la mia rivoluzione resta lì imprigionata,
Nella mia stanza e nella rete wifi.. solo nella rete wi fi, sono nella rete wi fi

Genesi

La mia stanza è un pezzo nato in seguito ad un anno blues in tutto e per tutto.  Ho già accennato di  Django  in questo articolo, si può vedere meglio mentre improvvisa qui 
Comunque sia questo pezzo musicalmente è in continua evoluzione ( soprattutto dopo l’ arrivo in famiglia dell’ Epiphone Casino). Il testo, invece, rimane imprigionato nella rete wi-fi.
Non c’ è bisogno di una spiegazione particolare per esso, basterebbe entrare #nellamiastanza, appunto… Frutto di giorni demotivati e di routine troppo spesso angoscianti.. False speranze, musica, film, foto di tempi andati via.. tipica stanza da ventenne insomma… Immergetevi ed entrate!

p.s. Il Mario di cui parlo che non sa cos’ è un P.c. l’ ho conosciuto all’ età di 5 anni, lo decantavo di fronte ad un enorme specchio nella camera dei miei genitori. È lui.

Opinioni sincere su “La mia stanza”:

  • Francesco Valente ( chitarrista e produttore): “La cosa che avete fatto mi è piaciuta molto, siete originali”.

  • Riccardo Sinigallia ( dopo la finalissima di MusicaControcorrente ): “Uno dei testi che mi è piaciuto di più, anzi forse il migliore. Continuate a lavorare così ragazzi”.

  • Antonio Daniele ( batterista di Vinicio Capossela ): “Blues atipico, originale, essenziale. Qualcosa di stranamente interessante in un mondo musicale pieno di stereotipi”.

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